Certificato COVID in Svizzera: quando è obbligatorio e quando facoltativo?


Il possesso del certificato COVID è recentemente diventato obbligatorio per accedere all’interno di ristoranti, strutture culturali per il tempo libero ed alle manifestazioni al chiuso. Questa scelta è stata presa dal Consiglio Federale in occasione della sua seduta dell’8 settembre ed è divenuta applicabile all’interno dell’intera Confederazione.


Dove sarà obbligatorio possedere il certificato COVID?

Più nello specifico, da lunedì 13 settembre, il possesso del certificato COVID è diventato obbligatorio per chiunque voglia accedere a:

  • ristoranti e bar
  • manifestazioni al chiuso tra cui: concerti, spettacoli teatrali, cinema, manifestazioni sportive, eventi privati (ad es. feste di matrimonio in locali accessibili al pubblico)
  • manifestazioni religiose e dedicate alla formazione dell’opinione politica che ospitino più di 50 persone
  • allenamenti o prove musicali o teatrali

Per le manifestazioni all’aperto continueranno a valere le regole vigenti, secondo le quali sussiste l’obbligo del certificato COVID per le manifestazioni con più di 1000 persone e libertà di scelta degli organizzatori per eventi di minori dimensioni.

Restano escluse dall’obbligo le manifestazioni religiose e quelle dedicate alla formazione dell’opinione politica con meno di 50 persone, i gruppi di allenamento/prova che abbiano una composizione stabile, che si allenano/esercitano regolarmente e che siano formati al massimo da 30 persone. Il certificato COVID non è neppure richiesto sulle terrazze, nelle mense per i poveri e nelle strutture della ristorazione nelle aree di transito degli aeroporti. Gli ospiti senza certificato di strutture o manifestazioni per le quali il certificato è obbligatorio saranno passibili di una multa di 100 franchi. Invece, alle strutture e alle manifestazioni che non osservano l’obbligo, potranno essere applicate sanzioni che vanno dalla multa alla chiusura dell’esercizio. Per il controllo sono responsabili i Cantoni.

Sarà obbligatorio anche per accedere al luogo di lavoro ed alle università?

Nel territorio della Confederazione, non risulta obbligatoria la presenza del certificato COVID ai fini dell’ingresso sul luogo di lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro potranno verificare se i loro dipendenti sono in possesso o meno di tale certificato. Ma solo nel caso in cui il certificato sia necessario per l’attuazione di misure di protezione adeguate o di strategie di test.

Resta inteso che, secondo il Consiglio Federale, l’impiego del certificato COVID e le relative misure che il datore di lavoro intende adottare andranno discussi con i dipendenti e documentati per scritto. Interessante risulta altresì l’indicazione che il Consiglio Federale dà ai datori di lavoro di verificare il cosiddetto certificato light, in ottica di tutela della privacy dei lavoratori.

Per quanto riguarda l’ingresso alle aule ed in generale ai locali universitari, invece, il Consiglio Federale prevede che sia i Cantoni che le scuole universitarie potranno prescrivere l’obbligo di possedere il certificato COVID per gli studenti che frequentino i corsi di livello bachelor e master. Diversamente, per le altre attività universitarie (ad esempio, i corsi di formazione continua), continueranno a valere le regole previste per le manifestazioni (v. sopra).

Le nuove regole per il rilascio del certificato COVID alle persone vaccinate all’estero

Sempre il Consiglio Federale, all’esito della sua seduta del 17 settembre 2021, ha stabilito che da lunedì 20 settembre 2021 le persone non vaccinate o non guarite, che vogliano entrare in Svizzera, dovranno presentare un test negativo. Tra il quarto e il settimo giorno dopo l’arrivo in Svizzera, sarà obbligatorio sottoporsi a un secondo test, il cui risultato dovrà essere trasmesso al servizio cantonale competente.

Diversamente, le persone vaccinate o guarite, che siano già in possesso di un certificato COVID o di un altro documento analogo, che attesti l’avvenuta vaccinazione o guarigione, sono esentate dal test.  A partire alla stessa data, il Consiglio Federale ha stabilito comunque la necessità del certificato COVID che, nel caso di persone che sono state vaccinate all’estero con un vaccino omologato dall’Agenzia europea per i medicinali, potrà essere richiesto senza particolari adempimenti.

In ogni caso, tutte le persone che entrano in Svizzera dovranno anche compilare un modulo dedicato (v. Passenger Locator Form, SwissPLF), le cui informazioni permetteranno alle Autorità Cantonali di effettuare controlli a campione.

In caso di violazione delle regole potranno essere inflitte multe disciplinari (200 franchi per chi non presenta un certificato di test e 100 franchi per chi non ha compilato il modulo).

Le nuove regole per l’entrata in Svizzera

Il Consiglio Federale, all’esito della sua seduta del 17 settembre 2021, ha inoltre stabilito che ai fini dell’ingresso in Svizzera, le persone che non sono mai state contagiate o che non sono vaccinate dovranno presentare il risultato negativo di un test, indipendentemente dal Paese di provenienza. Dai quattro ai sette giorni dopo l’arrivo in Svizzera dovranno quindi sottoporsi a un ulteriore test nel nostro Paese, il cui risultato dovrà essere trasmesso al Cantone.

Alcune eccezioni

Sono esentati dall’obbligo di sottoporsi al test e di compilare il modulo di entrata:

  • le persone che transitano attraverso la Svizzera senza fermarsi, chi trasporta merci o persone a titolo professionale;
  • i frontalieri;
  • le persone provenienti da una regione di confine; e
  • i minori di 16 anni.

Le indicazioni date dal Consiglio Federale paiono chiare nel delineare alcuni casi in cui è obbligatorio essere in possesso del certificato COVID ed altri in cui tale possesso è facoltativo. Tuttavia, occorre una maggiore chiarezza circa gli obblighi che spettano alle aziende, specialmente da un punto di vista privacy. È infatti inevitabile che, come visto per i datori di lavoro, la verifica di questo certificato implica un trattamento di dati personali che le aziende dovranno necessariamente gestire attentamente, per non incorrere in violazioni della privacy dei propri lavoratori, dei clienti e di chi, in generale, accede ai propri locali o esercizi commerciali.

Articolo a cura di Gianfranco Valsecchi | Legal Compliance Officer , Privacy Desk Suisse

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